CENTRO PELVI PERINEALE (CPP), ideato dal Dott. Carmelo Geremia, dedicato alla DIAGNOSI E CURA DELLE MALATTIE DEL PAVIMENTO PELVICO. L’azione terapeutica si avvale di tecniche di Riabilitazione come il Biofeedback (BFB), l’Elettrostimolazione Funzionale (ESF) e la Chinesiterapia Pelvi Perineale (CPP). Informazione medico-scientifica nel contesto delle Malattie Ano-Retto-Coliche e del Pavimento Pelvico
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08-06-2011
LA CHIRURGIA DEL CANCRO DEL RETTO: PROBLEMI EMERGENTI "SINDROME DA RESEZIONE ANTERIORE" : LA POSSIBILITA' DI CURA A REGGIO CALABRIA.

"LA SINDROME DA RESEZIONE ANTERIORE DEL RETTO". I tumori del retto hanno implementato lo sviluppo di "tecniche operatorie con risparmio (salvataggio) dello sfintere" anale ( dette SSO - Sphincter-saving operations ), ma alcuni pazienti con una resezione anteriore bassa del retto (LAR) o con una anastomosi coloanale (CAA), con o senza (chemio)radioterapia, possono andare incontro a "disordini" della defecazione che vanno sotto il nome di "sindrome da resezione anteriore" (ARS). 

Aumento della frequenza delle evacuazioni, urgenza, sintomi d' incontinenza fecale, che caratterizzano tale sindrome, incidono nel 10-20% dei pazienti sottoposti ad interventi chirurgici "con risparmio dello sfintere" (SSO). La qualità di vita può essere così compromessa che il paziente sarebbe tentato di preferire una stomia permanente anzichè tollerare tali conseguenze. Perciò ARS può essere considerata un significativo problema della chirurgia del cancro del retto ed è necessario dunque conoscere ogni aspetto di tale sindrome: la fisiopatologia, la sintomatologia, le indagini diagnostiche necessarie e le cure possibili.

Dopo "intervento chirurgico con risparmio dello sfintere" (SSO) per cancro del retto, sembra che l' alterazione dei meccanismi della continenza sia dovuta ad alterazioni della motilità del colon, a disfunzione della neo-ampolla rettale o a danneggiamento degli sfinteri, oppure ad una combinazione di questi fattori.

Il trattamento terapeutico mira a restaurare o migliorare tale disfunzione e la continenza. Sfortunatamente non ci sono cure codificate come "gold standard" per i sintomi della "sindrome da resezione anteriore". Naturalmente il primo approccio sarà di tipo conservativo, medico e riabilitativo, e solamente in assenza di risposta soddisfacente è possibile il ricorso alla chirurgia. 

Il sapiente impiego di farmaci in combinazione con la "riabilitazione multimodale" ( Biofeedback-terapia, Elettrostimolazione funzionale, Chinesiterapia pelvi-perineale ) ottiene risultati apprezzabili ( 23,8% dei pazienti liberi da sintomi, 34,2% di pazienti con miglioramento sostanziale dell' incontinenza).

Pazienti sottoposti a radioterapia, a precedenti interventi chirurgici sugli sfinteri e sulla pelvi e/o la presenza di prolassi genitali sono considerati fattori che rendono la riabilitazione meno efficace. Dopo l' eventuale fallimento della riabilitazione  l' opzione terapeutica può essere la neuromodulazione sacrale. Se invece ci troviamo difronte ad incontinenza fecale intrattabile allora deve essere considerato il trattamento chirurgico (sfinteroplastica, sfintere artificiale e finanche la stomia definitiva).

Conclusioni: "la sindrome da resezione anteriore" può essere una condizione invalidante che esercita un' influenza negativa sulla "qualità di vita" dei pazienti. Una accurata valutazione clinica e strumentale (manometria anorettale, ecografia endoanale, ecc.) è obbligatoria per comprendere la multifattorialità di tale entità nosologica.

I trattamenti terapeutici tradizionali per l' incontinenza fecale non sempre sono coronati da successo e  quindi nuove strade ( "in primis" la riabilitazione) dovrebbero essere tentate prima di ricorrere a cure più aggressive.

 


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