Diagnostica

TEST DI ESPULSIONE DELLA SFERA SOLIDA

Si propone come test di screening nei pazienti con patologia del pavimento pelvico, in particolare con incontinenza e stipsi, in cui  già con l’ esplorazione digitale anale si riscontri un ipotono dello sfintere o si sospetti una condizione di dissinergia perineale, ossia con mancato rilasciamento o contrazione paradossa del muscolo pubo-rettale al ponzamento  (defecazione con spinta eccessiva). E’ un esame di semplice esecuzione per i soggetti che dovranno successivamente completare  l’iter diagnostico con indagini più approfondite come la manometria ano-rettale,  la defecografia, l’ecografia endoanale e l’elettromiagrafia, decidendo, caso per caso, quale di questi esami potrà essere utile o necessario ai fini diagnostici.

     Come si esegue ?
Il test del tutto indolore dura 2 o 3 minuti e consiste nell’ introduzione di una piccola sfera solida (monouso) all’ interno del canale anale. Tale sfera e’ collegata ad uno strumento (dinamometro) che ha la funzione di quantificare la resistenza sviluppata dall’ apparato sfinteriale del paziente cui viene chiesto di trattenere la sfera all’ interno dell’ ano opponendo resistenza alla sua estrazione (fase di contrazione volontaria ), oppure lasciarla fuoriuscire in condizioni di riposo (fase basale) o infine di favorirne l’ espulsione con il ponzamento (fase di spinta).

     A che serve?
La metodica effettuata nel corso dell’ esame clinico permette di differenziare l’ attività dello sfintere interno, attivo a riposo, da quella dello sfintere esterno, attivo nella fase di contrazione, permette altresì , di escludere una contrazione paradossa del muscolo pubo-rettale, con differenze significative tra i riscontri  dinamometrici  rilevabili, a loro volta confrontabili con i dati più sofisticati degli esami di secondo livello come la manometria, defecografia, ecografia endoanale ed  elettromiografia. 
In conclusione il test di espulsione della sfera solida rappresenta un esame di semplice esecuzione che permette di distinguere in via preliminare i pazienti affetti da stipsi con "blocco all’ uscita" da quelli con stipsi da “rallentato transito” e valutare, altresì, i pazienti che riferiscono incontinenza con ipotonia sfinteriale apprezzabile alla visita,  discriminando più facilmente i casi  suscettibili di trattamento riabilitativo.


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