Disturbi della sfera sessuale
Disturbi sessuali caratterizzati dal dolore
Tra le disfunzioni sessuali “organiche” si devono considerare in primo luogo i “Disturbi sessuali caratterizzati da dolore” (Sexual pain disorders), tra i più frequenti e meno diagnosticati disturbi algici in ambito pelvico.
I disturbi della sfera sessuale sono considerati da buona parte del mondo scientifico, ancora oggi a genesi psicogena e relazionale, con scarse o nulle implicazioni biologiche, derivando da ciò un sostanziale disinteresse.
Solo recentemente l’ International Consensus Conference on Female Sexual Disorders (FSD) ha incluso per la prima volta i fattori biologici come categoria etiologica a sé stante.
Da ciò si e’ assistito ad un sempre maggiore interesse scientifico nei confronti dei FSD sia per quanto attiene agli sviluppi di fisiopatologia , diagnostica e terapia sia nell’ auspicabile, ulteriore, sensibilizzazione della classe medica verso questi aspetti finora generalmente disattesi nel dialogo medico- paziente.
Come vengono classificati i “Disturbi Sessuali Caratterizzati da Dolore?
In questa categoria includiamo:
- la dispareunia (dolore genitale ricorrente o persistente che compare durante il rapporto sessuale)
- il vaginismo (spasmo involontario ricorrente o persistente della muscolatura del terzo vaginale inferiore, che interferisce con la penetrazione vaginale, che causa "personal distress")
- i disturbi sessuali non coitali (caratterizzati da dolore: per esempio clitoralgia o il dolore al vestibolo vulvare durante il petting )
Dal punto di vista clinico è essenziale qualificare sempre:
- il tempo d’ insorgenza del disturbo (fin dall’ inizio della vita sessuale o acquisito)
- la relazione tra sintomo e contesto (sempre o in alcune situazioni)
- la causa: “organica, psicogena, mista, sconosciuta”
Da sottolineare che solo risalendo con accuratezza alla “causa” e’ possibile orientare in modo ottimale la diagnosi, la prognosi e la terapia.
Chi ne e’ affetto?
La dispareunia colpisce il 15-19% delle donne in età fertile, fino al 31-39% di quelle in post-menopausa. Il vaginismo interessa probabilmente lo 0,5-1% della popolazione, ma il dato e’ controverso in quanto spesso tale disturbo e’ inglobato nella dispareunia. Non esistono invece dati per i disturbi sessuali non coitali
Qualche cenno sui FSD:
In relazione alla sede del dolore distinguiamo tre tipi di dispareunia (introitale o superficiale, medio vaginale, profonda).
- Le cause biologiche principali della dispareunia introitale e mediovaginale possono essere: ormonali (calo di estrogeni-androgeni); psicosessuali (vaginismo, disturbi del desiderio); infiammatorie (vaginiti–vestiboliti-cistiti postcoitali in relazione a trauma meccanico del rapporto); muscolari (ipertono-mialgia tensiva del pavimento pelvico); iatrogene (episiotomia-rrafia-colpoplastiche); neurologiche (neuropatie sistemiche e periferiche); connettive e immunitarie (sindrome di Sjogren); vascolari (arteriopatie); neuropatiche (sindromi algiche croniche).
- Le cause di dispareunia profonda comprendono: endometriosi; malattia infiammatoria pelvica (PID); varicocele pelvico; mialgie dell’ elevatore dell’ ano; esiti di radioterapia; sindrome da intrappolamento dei nervi cutanei addominali (ACNES) e pelvici .
- I fattori psicosessuali e relazionali possono contribuire al persistere e all’ aggravarsi della percezione del dolore e al peggioramento della dispareunia stessa ( depressione, ansia, scarsa eccitazione e lubrificazione).
- La gravita del vaginismo e’ valutabile con due parametri: l’ intensità dello spasmo muscolare ( quattro gradi) e l’ intensità della fobia (lieve, moderata, grave).
- Le cause fisiche del vaginismo primario ( presente fin dall’ inizio della vita sessuale) sono rare: fattori meccanici (imene particolarmente fibroso e rigido-esiti cicatriziali di traumi accidentali o provocati).
- Le cause fisiche di vaginismo secondario (acquisito) sono più frequenti: secondario a infezioni vaginali ripetute (vestiboliti); distrofie vaginali (menopausa – puerperio); cause iatrogene di dolore.
- Le cause psichiche di vaginismo primario sono molto più frequenti rispetto a quelle fisiche: tabù e inibizioni educative; stimoli negativi associati alla sessualità; molestie sessuali e pregresse violenze; paura della gravidanza e del parto; turbe relazionali.
Come si trattano?
La dispareunia necessita di accurata valutazione clinica in quanto può essere espressione di condizioni mediche diverse, spesso sovrapponentesi, che debbono essere riconosciute e trattate con il giusto equilibrio tra cause fisiche (urologiche, proctologiche, ginecologiche, neurologiche, muscolari, fisiatriche, vascolari) e aspetti psicodinamici. Da ciò l’ importanza di una “diagnosi medica” del dolore che compare in un contesto sessuale, primo passo che consente di orientare la diagnosi, la prognosi e la terapia.
Il vaginismo merita un’ attenzione più articolata che prevede una terapia psicodinamica e comportamentale e un equilibrato approccio farmacologico.
Disfunzione erettile
Viene qui trattata solo brevemente per completezza espositiva in quanto patologia di pertinenza urologica/ andrologica /neurologica /sessuologica. I pazienti affetti da disfunzione erettile vengono presi in carico presso il nostro Centro nell’ ambito di una ”gestione integrata” e per le cure concordate con gli specialisti prima menzionati (tecniche di riabilitazione : chinesiterapia pelvi perineale ed elettrostimolazione funzionale).
Al nostro Centro afferiscono pazienti con disfunzione erettile da cause organiche, in particolare esiti di interventi chirurgici al retto-sigma, alla prostata, alla vescica (lesioni alla rete neurovascolare pelvica).
- Si ritiene che per il deficit erettile vi sia indicazione per la chinesiterapia pelvi perineale e le elettrostimolazioni funzionali nella misura in cui attraverso di esse si possa migliorare l’ endurance (resistenza) e la forza di contrazione del pavimento pelvico.
- Per la disfunzione erettile, secondo il parere dei nostri specialisti di riferimento, si possono somministrare farmaci “inibitori della 5-fosfodiesterasi” ed attuare così quella che si definisce “riabilitazione dell’ erezione” , essa ha lo scopo di supplire all’ assenza di erezioni notturne ( avvengono spontaneamente 4 – 5 volte per notte ).
- La” riabilitazione dell’ erezione” e’ una specie di ginnastica che si fa fare al pene e che consiste nel mandarlo periodicamente in erezione utilizzando dei farmaci e/ o delle terapie in grado di stimolare l’ erezione; in particolare, nella disfunzione erettile da cause post-chirurgiche, ” riabilitare” significa allenare il pene ad avere erezioni già a partire dall’ immediato periodo post-intervento.
- Stimolare le erezioni durante i primi mesi dopo l’ intervento serve ad aumentare le probabilità che i “nervi” guariscano e quindi risolvere la disfunzione erettile.
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