Tuttavia presenta problemi terapeutici e prognostici maggiori, dati gli stretti rapporti con l'apparato sfinteriale.
• Il carcinoma epidermoide del margine anale e del canale anale
• Il basalioma
• Il melanoma maligno
• L’ adenocarcinoma primitivo del canale anale e dei tessuti perianali
• L’ adenocarcinoma del retto esteso al canale anale
Rappresenta circa il 50% delle neoplasie maligne anali. E’ un tumore che si associa spesso a lesioni anali a trasmissione sessuale. La maggior parte dei pazienti si fa visitare per una massa anale sanguinante, attribuita ad emorroidi, oppure per un dolore alla defecazione, per perdite muco-sierose anali, a volte maleodoranti, o per franca incontinenza. Nella donna si possono formare fistole ano-vulvari o retto-vaginali. La lesione si presenta di forma irregolare o ulcerata di consistenza dura.
Il basalioma del canale anale e’ estremamente raro. Si presenta come una lesione dura, ulcerata, di 1 – 2 cm di diametro. Non tende a metastatizzare ai linfonodi inguinali. La prognosi e’ buona sia con la terapia radiante che chirurgica.
E’ un tumore molto raro, di estrema gravità . Può manifestarsi come una masserella nerastra. Nei casi avanzati metastatizza ai linfonodi inguinali e crurali. Questa neoplasia non e’ radiosensibile e quindi e’ necessario un intervento chirurgico.
Si chiama anche ”carcinoma cloacogenico“ ed e’ un tumore molto raro. Può associarsi a fistole di lunga durata. E’ stato osservato numerose volte in individui omosessuali. Al rapporto sessuale anale e’ stato attribuito un ruolo nell’ eziologia del cancro anale.
L’ osservazione di una formazione tumorale all’ ano deve far sospettare un adenocarcinoma del retto. Tale estensione del tumore e’ più frequente rispetto ad un carcinoma epidermoide locale. Il sospetto diagnostico e’ confermato dall’ esplorazione rettale e vaginale, che dimostra l’ esatta estensione del tumore. E’ una massa più soffice del cancro anale, basale, squamoso o mucosecernente. Devono essere valutate le stazioni linfatiche inguinali.